Turismo: la realtà oltre i dati

I prossimi mesi vogliamo dedicarli all’approfondimento di un tema centrale per l’economia del nostro territorio: il turismo. Come capirete dalla lettura di questo numero de “il Cantiere”, il termine turismo implica molteplici sfaccettature e infinite possibilità di crescita e sviluppo economico per il territorio veneziano e per tutto il Veneto. Per inquadrare la situazione dobbiamo subito dare la fotografia del turismo in Italia. Da diversi studi emerge che i flussi interni diminuiscono ma sono in parte compensati dagli arrivi degli stranieri. In particolare, come riportato dal Sole 24 Ore, il turismo in Italia parla sempre più russo e cinese. Dall’analisi dei monitoraggi sulle spese con carta di credito nei mesi giugno e luglio, emerge la sostanziale tenuta del turismo
straniero (+4,2%) – seppur con crescite molto più contenute rispetto agli anni scorsi – e un vero e proprio boom per alcuni Paesi. La Russia, per esempio, registra un incremento del valore speso del 19,2%, crescita che porta il Paese a ricoprire la sesta posizione con un peso, sul totale speso dalle carte straniere, del 7,3%. Trend facilmente verificabile frequentando i ristoranti e i locali di alcune località della nostra costa, ormai diffusamente organizzati con i menù in cirillico. Ancora più eclatante l’incremento del valore delle spese dei cinesi che, pur pesando meno dell’1 % sul totale, crescono del 34,8%.
Per quanto riguarda Venezia tengono gli arrivi di turisti stranieri, soprattutto statunitensi e francesi, mentre segnano una flessione di quasi il 10% le presenze di italiani. Il calo di presenze più netto è al Lido con -12% e non è da stupirsi visto il declino dell’isola.
Secondo lo studio dell’assessorato al turismo del Comune di Venezia, il 2012 si è chiuso con una modesta flessione, nelle presenze, rispetto all’anno precedente, di poco superiore all’1% e la permanenza media, in costante discesa, si attesta a 2,27 giorni. La maggioranza dei turisti trascorre il soggiorno a Venezia nelle strutture alberghiere, che accusano maggiormente il calo, mentre l’extralberghiero risente meno della contrazione e presenta una permanenza media complessiva di quasi 3 giorni. Gli stranieri, che costituiscono l’80% dell’intero mercato, soggiornano prevalentemente nelle strutture alberghiere, come d’altronde gli italiani, dei quali si sottolinea la vistosa flessione che permane e si consolida per tutto il corso dell’anno. Il trimestre estivo (giugno, luglio e agosto) si conferma come il periodo che registra il picco di presenze in città sia per il mercato straniero sia per quello italiano. La Città Storica attrae più del 60% degli arrivi, Mestre e Marghera poco più del 30%. Ma il fenomeno del turismo, in progressiva crescita anche nelle altre località costiere veneziane, è infatti responsabile di elementi di insostenibilità che riguardano diversi settori della realtà locale. Gli elevati flussi turistici sono causa di congestione dei nodi delle reti infrastrutturali e di degrado del centro storico, in particolare nei periodi di maggiore afflusso, con conseguenze negative sulla vivibilità della città. Quest’ultima è inoltre fortemente impattata dai fenomeni di espulsione di attività economiche non direttamente connesse con il turismo, dal correlato soffocamento di funzioni urbane non turistiche e dall’alterazione dei costi correnti per beni mobili e immobili. Il turismo è infine direttamente responsabile di impatti ambientali di tipo classico che includono il consumo delle risorse naturali, la produzioni di rifiuti, la generazione di emissioni inquinanti correlate con i servizi
necessari a soddisfare i flussi turistici e le conseguenze negative dell’elevata domanda di trasporto acqueo.
Dalle percentuali sopraccitate non possiamo che notare il dato molto basso della permaneza media a Venezia: infatti il pacchetto tipo prevede due notti in Laguna e una a Verona per lo spettacolo dell’Arena. Questo dimostra che non si promuovono pacchetti che spazino dall’enogastronomico al culturale. Non facilitiamo la fusione tra realtà turistiche oggi divise e ben distinte. Non sappiamo innovarci sfruttando nuovi canali di comunicazione e restando al passo con i tempi. In provincia di Venezia si fanno 34 milioni di visite all’anno con il sistema attuale. Pensate cosa potremmo fare anche solo copiando le tecniche di promozione turistica e i servizi che vengono offerti all’estero. Investire sul turismo è la sfida del futuro per non perdere opportunità enormi di crescita e benessere. Con l’associazione il Cantiere incontreremo i responsabili istituzionali del settore, gli imprenditori, gli operatori e legheremo il turismo anche alla realizzazione di nuove infrastrutture che permettano una mobilità ancora migliore ed economicamente sostenibile.

di Alvise Canniello

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