Sorpresa IOWA. Per Trump e Clinton ora la strada è in salita.

IOWA: “It’s not first because it’s important; it’s important because it’s first.” Non è il primo perché è importante; è importante perché è il primo (e può influenzare i voti immediatamente successivi).

Le primarie per la nomination alle presidenziali di novembre sono partite col botto.
Iniziamo subito con i due vincitori del momento: Ted Cruz e Bernie Sanders. Il primo Senatore del Texas, conservatore, religiosissimo e di destra (forse anche più di Trump) e il secondo Senatore del Vermont che si definisce “socialista” (in America non è proprio un complimento!). Cosa hanno in comune? Entrambi sono anti-establishment e senza il supporto diretto dei rispettivi partiti (Repubblicano e Democratico).
Per il resto le loro storie legate al risultato ottenuto in Iowa non hanno molto altro in comune. Cruz, figlio di pastore evangelista, non era tra i favoriti in Iowa sebbene la sua campagna fosse da parecchio tempo capillare e fatta di porta a porta. Sostenuto da ben 150 predicatori evangelisti che rappresentano una grande parte dell’elettorato che gli ha permesso di vincere con il 28% contro il 24% di Trump e il 23% di Rubio. Bernie Sanders, il settantenne outsider democratico con pochi fondi e senza sostegno da parte di lobby e gruppi finanziari, amato tra i giovani, non è arrivato esattamente primo nella sfida con Hillary Clinton ma solo per uno zero virgola che comunque è bastato per regalare un mezzo sorriso alla sua rivale. Hillary Clinton proprio alla prima tappa in Iowa nel 2008, arrivata da favorita, venne sconfitta dall’astro nascente dell’epoca Barack Obama che infine ottenne la nomination; il risultato conseguito otto anni dopo è sicuramente migliore ma se guardiamo a qualche mese fa, quando l’ex First Lady e Segretario di Stato godeva di quaranta punti percentuali di vantaggio su Sanders, possiamo subito capire che anche nel campo democratico si terrà una vera e propria sfida e non una semplice passeggiata.
Lo sconfitto per eccellenza è Donald Trump (a ben vedere in uno Stato ultra religioso avere ben tre matrimoni alle spalle e aver dichiarato quattro volte bancarotta non è un buon biglietto da visita). Tutti lo davano vincente e invece è arrivato secondo incalzato da un ottimo terzo Marco Rubio. Grandissimo disappunto, neanche tanto mascherato, nel discorso dopo lo spoglio incentrato sul fatto di correre da solo contro tutti e sulla speranza di rifarsi tra una settimana in New Hampshire. Come detto Marco Rubio, 44 anni Senatore della Florida, arrivato terzo in Iowa con una campagna elettorale svolta tutta negli ultimi giorni, è forse il candidato in prospettiva più favorito per la nomination repubblicana. Di origini cubane come Cruz, gode del sostegno del suo partito (anche se molto bravo a non mostrarlo) e visto il risultato dell’altro candidato moderato, Jeb Bush, fermatosi a un misero 3%, potrebbe raccoglierne voti e, soprattutto, finanziatori.
Le dinamiche del voto sono ancora tutte da scoprire. A prima vista si può notare che il voto conservatore di destra si divide tra Trump e Cruz, mentre quello moderato potrebbe convergere su Rubio. Tra i democratici si può notare uno spostamento a sinistra di Hillary Clinton per contrastare i temi ad effetto di Sanders (tassare di più i ricchi e Wall Street) in materia economica e finanziaria. Pagherà come strategia?
I caucus tra sette giorni in New Hampshire confermeranno il trend o lo smentiranno di nuovo? Trump e Sanders sono dati per favoriti nel prossimo Stato ma le sorprese sono dietro l’angolo.
Tra un mese faremo il punto della situazione con un nuovo approfondimento ma dopo ogni tornata elettorale troverete sul nostro sito internet gli ultimi risultati e le news.

di Alvise Canniello

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