Prodotti difettosi: come tutelarsi?

di Marco Benzoni

Ad ognuno di noi sarà sicuramente capitato di scoprire dopo l’acquisto di un prodotto il mancato funzionamento del medesimo, o che lo stesso presentava dei difetti o dei vizi.

Cosa fare in simili ipotesi ? A chi bisogna rivolgersi per reclamare un intervento in garanzia ?

L’art. 1490 c.c. prevede che il venditore sia tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso a cui è destinata, o ne diminuiscono in modo apprezzabile il valore.

Sono contestabili tutti quei difetti che rendono il bene inservibile (rotture, malfunzionamenti), nonché tutti i generici vizi di non conformità (ad esempio assenza di caratteristiche promesse al momento dell’acquisto).
Nel concetto di difetto rientra anche l’imperfetta o errata installazione del bene quando tale attività sia compresa nel contratto di vendita e sia stata effettuata dal venditore.

L’obbligo di garanzia grava sul venditore nei confronti del quale è necessario denunziare il vizio riscontrato.
Tale denunzia deve esser effettuata entro otto giorni dalla scoperta del vizio, tranne se il medesimo è stato riconosciuto o occultato dal venditore.
L’azione si prescrive in un anno dalla consegna del bene, termine dopo il quale viene a cessare la garanzia.

Il vizio non deve esser conosciuto dall’acquirente, né facilmente riconoscibile.
Entro tali termini il venditore è tenuto – su scelta del compratore – a restituire il prezzo qualora il vizio sia di gravità tale da consentire la risoluzione del contratto d’acquisto o applicare una riduzione del prezzo.

Con l’entrata in vigore del Codice del Consumo è stata introdotta una normativa più favorevole al consumatore, inteso ex lege come tale la persona fisica che agisce per scopi estranei alla propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta.

Il consumatore ha l’onere di denunciare la presenza dei vizi entro due mesi (e non otto giorni come previsto dall’art. 1495 c.c.) dalla loro scoperta, e la prescrizione dell’azione di garanzia matura nel termine di due anni, in luogo del termine di un anno previsto dal codice civile.

Il Codice del Consumo prevede altresì l’obbligo per il venditore di riparare il bene o di provvedere alla sua sostituzione, senza spese in entrambi i casi per il cliente.
Solo quando questi rimedi non sono praticabili e/o la riparazione risulta eccessivamente onerosa o non eseguibile entro un congruo termine, il consumatore avrà diritto a chiedere la riduzione del prezzo d’acquisto o la risoluzione del contratto.

Le parti potranno, in ogni caso, inserire nel contratto di compravendita una clausola nella quale si preveda una garanzia cd. convenzionale, gratuitamente o a pagamento, ma questa tipologia di garanzia non potrà né limitare né escludere la garanzia legale prevista dalla legge.

Recentemente, inoltre, la Suprema Corte ha previsto che anche in tema di beni usati (nel caso di specie una vettura: “il venditore è tenuto alla garanzia per i vizi occulti, anche se la vendita sia avvenuta «nello stato come vista e piaciuta» e ciò a prescindere dal fatto che la presenza di essi non sia imputabile ad opera del venditore, ma esclusivamente a vizi di costruzione del bene venduto” (Cass. n. 21204/2016).

La raccomandazione finale è quella di conservare lo scontrino d’acquisto per almeno 26 mesi, nonché di documentare il difetto e di denunziare entro i termini suindicati il vizio al venditore mediante formale reclamo.

Buon shopping!

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