L’educazione animale

di Eleonora Scapin

Negli ultimi tempi sono diventate sempre più comuni le esce avvelenate per i cani che molti farabutti si divertono a diffondere in giro. Questo ha reso necessario insegnare al cane a non prendere nulla da mangiare da terra o da mano di estranei. Ci sono dei cani che già lo fanno e ciò salva loro la vita perché non ci sono solo le esche, ma anche veleni che l’uomo usa e che chiaramente sono nocivi anche per gli animali domestici. Alcuni sono formulati per essere poi vomitati dall’animale che li ingerisce accidentalmente, ma altri hanno un gusto dolce e non hanno antidoto. Ciò rende l’animale che lo ingoia in serio pericolo di vita.

Tutto ciò ha reso ancora pià attuale l’iportanza di una seria educazione del proprio animale. Si badi bene, l’educazione di un animale è tutt’altra cosa rispetto all’addestramento. Questa consiste, infatti, da parte del padrone di far capire al proprio animale che deve comportarsi bene.

Ciò ovviamente non significa che bisogna leggere tutte le sere al proprio animale un apposito libro di Bon Ton, e nemmeno che si debba insegnare a dire “grazie” o “per favore”. Esistono vari livelli di educazione: il primo livello contiene tutte quelle pratiche che vedono il padrone da solo, o accompagnato da un educatore riconosciuto, che riescono a far associare al cane un comando ad una risposta, che può consistere nel mettersi seduto o raggiungere il proprio proprietario.

Il secondo livello consiste nella rieducazione del cane a comportamenti equilibrati nei confronti di qualcosa o qualcuno. In quest’ultimo punto rientrano tutti gli animali che possono avere comportamenti aggressivi o lesionisti nei confronti di cose o persone, che a volte possono risultare pericolosi.

Soprattutto con riguardo al primo livello è sempre consigliabile cominciare quando l’animale è cucciolo, perché così facendo si otterrà un apprendimento più facile e veloce da parte del nostro animale. Molte volte si sente dire da un genitore: mio figlio è una spugna. Per un cucciolo è la stessa cosa. Man mano che diventano più vecchi è difficile insegnare loro qualcosa, a meno che non si tratti di cani molto intelligenti che apprendono anche a 2-3 anni.

La cosa più importante che un animale deve imparare è il richiamo. Qualsiasi cosa stia facendo deve essere in grado di smetterla per correre dal proprio padrone. Anche il tono della voce del padrone è importante: bisogna che il padrone sappia farsi “riconoscere” come capo dal proprio anumale e farsi obbedire al fine di togliere il proprietario o l’animale stesso da situazioni scomode o pericolose.

Altri comportamenti che un cane educato deve apprendere è la risposta al comando seduto e/o disteso. Questo comportamento porta in una situazione di sicurezza molte persone compresi anziani e bambini, che magari non hanno un equilibrio così forte da lasciare loro in piedi in caso di attacco di leccate del proprio cane. Questo tipo di comando vale per il cane principalmente, perché chi ha un gatto sa benissimo che l’unico richiamo a cui rispondono è il suono delle crocchette.

Questi tipi di comandi devono essere insegnati con metodo. Se si è insicuri è necessario rivolgersi ad un educatore e le regole che identificano un buon educatore sono:

  • Licenza riconosciuta di educatore cinofilo
  • Un buon educatore capisce che non tutti i cani sono uguali e adatterà il metodo migliore per l’animale che avrà di fronte
  • Chiederà veementemente che il padrone assista alle lezioni
  • Capirà quando è il momento di fermarsi, anche se questo vuol dire impiegare 2 minuti per un cane invece che un’ora
  • Non sfiancherà l’animale che ha di fronte

È molto importante scegliere un buon educatore perché questo ne vale della vita dell’animale e del proprietario. Un cane equilibrato è un cane sano, docile e felice. Un cane non equilibrato rischia di diventare pericoloso. Per capire meglio questo concetto si può fare un paragone: un cane disequilibrato è come una persona frustrata: non è lucida di pensiero, è nervosa e nel momento di maggior debolezza si rivolta verso un’altra persona o una cosa e ciò può avvenire senza conseguenze come no. Per un cane è lo stesso. Questo tipo di ragionamento può essere associato anche ad altri animali, come gatti, cavalli o vacche.


Considerando il secondo livello di educazione, questo si riferisce a cani disequilibrati, che hanno problemi comportamentali. Per esempio ci sono cani che hanno problemi con le persone e che quindi cominciano ad abbaiare forsennatamente. La prima cosa da fare è capire se l’abbaio è una caratteristica della razza, che a volte influisce, o uno sfogo di un’indole insicura o di cattive esperienze o di mancate esperienze (vengono compresi anche tutti quei cani o gatti che sono stati allontanati dalla madre prima dei 60-75 giorni).

La distinzione della causa per cui un animale non si comporta in maniera serena e pacata è il primo passo, perché da lì l’educatore deciderà che metodo utilizzare per rendere l’animale più tranquillo. Per cani che rientrano nel secondo livello è assolutamente necessario rivolgersi ad un educatore.
Questa figura è legata principalmente al mondo dei cani, ma ci sono persone che si occupano anche di altri animali sa compagnia, come i cavalli. Cavalli che si credevano irrecuperabili, sono diventati dei buoni compagni di vita solo con pazienza, affetto e metodo.

Qualsiasi educazione di cui un cane ha bisogno, è necessaria per poter vivere bene col proprio animale e per farlo lui deve rispondere ai comandi in modo tranquillo e il padrone deve premiarlo in qualche modo, con una carezza anche. Le esperienze che proprietario e animale compiono insieme fanno in maniera che si crei un legame forte, che deve vedere il secondo come un compagno rispettoso delle regole che il primo impone. È necessario che il padrone si identifichi come tale con il proprio animale.

Dopo aver preso in considerazione questo punto è l’obbligo una domanda: chi è il vero padrone in casa?

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