Ignorantia non excusat

“L’ignoranza non scusa”. Inizio con questo efficace motto latino la mia breve scorribanda attraverso la “Cultura” a Venezia. Il motivo è presto detto. Se la città più bella del mondo da tempo è vittima di un dilagante degrado che la sta lentamente (ma non troppo) consumando, la colpa è proprio dell’ “Ignorantia” cioè del “non conoscere”. Che è il contrario della “Cultura”. Quella con la “C” maiuscola. L’ ”Ignorantia” di gran parte dei turisti che a frotte capitano quasi per caso in piazza S.Marco e poi chiedono al primo “locale” che passa a tiro dove si trovino, unita all’ancor più stolta ignoranza, e stavolta senza virgolettato, dei veneziani che ciecamente non sanno quasi nulla della loro città e quindi non possono rendersi conto della preziosità di quanto sia stato dai Serenissimi loro antenati affidato in più di mille anni. Di chi la colpa? Difficile dirlo. Forse solo dei tempi moderni che corrono e bruciano ogni cosa e non lasciano il tempo per ammirare.. per ascoltare… per ricordare. E di noi che troppo spesso, impigriti o assuefatti, non rompiamo queste catene anche solo per qualche ora. Provateci… Un giorno, come disse Goethe, perdetevi tra le calli di una parte di Venezia dove non andate da anni. Svoltate l’angolo di quella calle stretta, alzate lo sguardo sopra quell’arco, leggete quella targa che ricorda quel famoso poeta. Entrate in quel portone così bello davanti al quale passate ogni giorno con una domanda la cui risposta è stata sempre rimandata a domani. Vi troverete mille storie e vi si aprirà un mondo che non vorrete più smettere di scoprire. Anche questa è “Cultura” che rende più “ricchi”, spunto di sapere e di conoscenza. Perché a Venezia le pietre parlano e il loro è un racconto suggestivo di Santi ed Eroi, di letterati e fantasmi. Che vi diranno delle loro virtù e delle loro gesta, dei loro scritti e delle loro leggende. Se li vorrete ascoltare. Il “Museo a cielo aperto” di cui spesso si sente parlare riguardo Venezia, con tanto di paventato ticket d’ingresso per i turisti, voi provate a viverlo così… Senza ticket e senza museo. Tra un giardino e una nascosta osteria, dove al riparo di un “pergolo” gustare una buona ombra. Tra una passeggiata nelle corti “coperte” dai panni stesi sui fili ad asciugare e una preghiera, per chi crede, a quella Madonnina solitaria su quel dimesso capitello. Oltre S.Marco. Oltre Rialto. Anche se volete lungo una rotta verso le isole “minori”.. Dove il rumore dei negozi di chincaglieria di importazione tace e dove nessuno ti importuna per venderti un selfie. Questa Venezia esiste ancora. E’ li, dietro la nostra “Ignorantia”. Che ci aspetta.

di Marco Ladiana

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