Cultura metropolitana

E’ notizia di questi giorni che le attività del Teatro La Fenice si apriranno sull’intero territorio della Provincia di Venezia, dando luogo al progetto “Opera metropolitana”, che permetterà ad un pubblico, attualmente fuori dei circuiti teatrali, di avvicinarsi alle attività della Fondazione.
Prosegue, quindi, la sinergia tra la Fondazione del Teatro e la Fondazione di Venezia, con risultati assolutamente positivi, quali lo sviluppo delle attività teatrali e l’esecuzione delle stesse anche in luoghi meno canonici, e l’apertura in città di nuovi spazi ed attività (si pensi alla Casa dei Tre Oci) che ha caratterizzato l’attività della Fondazione guidata da Segre.
“Opera metropolitana” mette in circolo nuove idee tra centro e periferia, portando in città che da sempre hanno ottimi riscontri di pubblico a teatro (si pensi all’esperienza della Fondazione di Santa Cecilia, a Portogruaro, o al notevole fermento teatrale presente a San Donà, che attende il termine dei lavori per il suo nuovo teatro, progettato da Gonçalo Byrne) incontri che approfondiscono le linee guida delle attuali stagioni lirica e sinfonica della Fenice.
Saranno ventiquattro gli eventi, che coinvolgeranno anche Jesolo, Mirano e Chioggia, e che spazieranno dall’analisi della Traviata alla proiezione del Barbiere di Siviglia, passando per i sublimi concerti diretti dal Maestro Stefano Montanari; saranno eventi imperdibili, per la possibilità di avere un contatto diretto con una realtà apprezzata a livello mondiale, ma talvolta poco conosciuta proprio in luoghi così prossimi.
L’evento si inserisce in una politica che negli ultimi anni ha permesso alla Fondazione del Teatro La Fenice di riportare il bilancio in attivo pur in un contesto di continui tagli dei finanziamenti centrali, aumentando il numero delle esecuzioni, ampliando la partecipazione del pubblico anche attraverso esecuzioni a prezzi calmierati in certe giornate e cercando sinergie con le istituzioni del territorio.
Le stesse modalità di rinnovamento hanno permesso alla Fondazione di Venezia di svincolarsi dal legame storico con la Cassa di Risparmio, per rivolgere il suo sguardo alle attività filantropiche sul territorio, mettendo a disposizione il proprio patrimonio per aumentare la fruizione “consapevole” di Venezia e la sua provincia.
Un’iniziativa di grande successo, forse però non conosciuta da tutti, è “Giovani a Teatro”, un’opportunità che permette ai giovani residenti (o che studiano e lavorano) a Venezia, e provincia, di poter ottenere dei biglietti per degli spettacoli teatrali a soli 2,50€ cadauno, prenotando con un certo anticipo presso un apposito call center. Con questa cifra irrisoria c’è la possibilità di assistere anche a spettacoli di ottimo livello, se si pensa che nel circuito sono inserite moltissime serate del Teatro Stabile del Veneto (quindi il Goldoni, a Venezia, oppure il Teatro Verdi, a Padova), così come molti spettacoli di “avanguardia” in tutti i principali centri della provincia. Quest’anno, inoltre, presentando la tessera di iscrizione, è possibile accedere alla Fondazione Pinault (Palazzo Grassi e Punta della Dogana) o alla Fondazione Guggenheim, sempre per la stessa irrisoria cifra.
Anche la Biennale si sta sempre più aprendo al territorio, come dimostrano ad esempio le iniziative che verranno nel prossimo Carnevale per i bambini della città.
Tutto questo dimostra che le nostre istituzioni di caratura internazionale non sono solo un peso per la città, sofferente per il turismo di massa che tende a soffocarla, ma possono essere invece un’occasione di crescita di uno spirito “civico” diffuso nella città e oltre, capace di riportare in questo territorio nuove opportunità di sviluppo.

di Enrico Bianco

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