Come si vota in America?

“Perhaps, after all, America never has been discovered,” said Mr Erskine. “I myself would say that it had merely been detected”. “Forse, dopo tutto, l’America non è mai stata scoperta” disse Mr. Erskine. “Io personalmente direi che è stata appena intravista”. Oscar Wilde, Il Ritratto di Dorian Gray.

Dodicesimo Emendamento – Twelfth Amendment
“Il martedì che segue il primo lunedì del mese di novembre” del 2016 (questa è la regola) si eleggerà il 45° Presidente degli Stati Uniti. In queste ultime settimane è iniziata ufficialmente la corsa per la Casa Bianca con molti contendenti già scesi in campo e molti altri pronti a farlo. I più noti anche qui in Italia sono sicuramente Jeb Bush (figlio di George H. W. Bush, 41° Presidente e fratello di George W. Bush, 43° Presidente) e Hillary Rodham Clinton (moglie del 42° Presidente Bill Clinton e Segretario di Stato dal 2009 al 2013). Non ci sono solo loro però: sicuramente nei prossimi mesi parleremo del rappresentante della destra repubblicana Rand Paul e Bernie Sanders, outsider democratico ultrasettantenne (si definisce socialista che in America è quasi un insulto) fenomeno del momento. Perché ci occupiamo delle elezioni americane? In primo luogo perché anche la politica nostrana corre a grandi passi verso un sistema liquido tipico dei partiti americani con tutti i pregi e difetti che impareremo a conoscere negli articoli che seguiranno. In secondo luogo diciamolo: occuparsi di America è divertente anche per chi scrive ☺… diversamente, con tutto il rispetto, volete immaginare una rubrica sulla Duma russa o sulla Assemblea Nazionale del Popolo cinese?
Non parleremo solo di politica anche se vi anticipo che sarà al centro del racconto. Scriveremo di un viaggio a volte reale e a volte virtuale, all’interno di una società molto diversa dalla nostra e al tempo stesso con radici europee ancora forti. Vi racconteremo alcune abitudini culinarie e tradizioni locali sempre con uno stile libero e scorrevole. Dimenticavo: il titolo di questo pezzo inaugurale non vi dirà molto. In realtà è la prima curiosità sulle elezioni americane che ha colto di sorpresa anche me. Se due candidati alla carica di Presidente racimolassero lo stesso numero di voti elettorali (269 quando il minimo per essere eletti è 270 su 538 punti disponibili) risultanti dal voto nei singoli stati? Il dodicesimo emendamento spiega come avviene il ballottaggio: i membri del Congresso eleggerebbero il Presidente mentre quelli del Senato il Vice Presidente. Di seguito il testo in inglese del Twelfth Amendment. Happy reading!
The Electors shall meet in their respective states, and vote by ballot for President and Vice-President, one of whom, at least, shall not be an inhabitant of the same state with themselves; they shall name in their ballots the person voted for as President, and in distinct ballots the person voted for as Vice-President, and they shall make distinct lists of all persons voted for as President, and all persons voted for as Vice-President and of the number of votes for each, which lists they shall sign and certify, and transmit sealed to the seat of the government of the United States, directed to the President of the Senate.
The President of the Senate shall, in the presence of the Senate and House of Representatives, open all the certificates and the votes shall then be counted.
The person having the greatest Number of votes for President, shall be the President, if such number be a majority of the whole number of Electors appointed; and if no person have such majority, then from the persons having the highest numbers not exceeding three on the list of those voted for as President, the House of Representatives shall choose immediately, by ballot, the President. But in choosing the President, the votes shall be taken by states, the representation from each state having one vote; a quorum for this purpose shall consist of a member or members from two-thirds of the states, and a majority of all the states shall be necessary to a choice. And if the House of Representatives shall not choose a President whenever the right of choice shall devolve upon them, before the fourth day of March next following, then the Vice-President shall act as President, as in the case of the death or other constitutional disability of the President.
The person having the greatest number of votes as Vice-President, shall be the Vice-President, if such number be a majority of the whole number of Electors appointed, and if no person have a majority, then from the two highest numbers on the list, the Senate shall choose the Vice-President; a quorum for the purpose shall consist of two-thirds of the whole number of Senators, and a majority of the whole number shall be necessary to a choice. But no person constitutionally ineligible to the office of President shall be eligible to that of Vice-President of the United States.

FOCUS SU COME SI VOTA
Il sistema elettorale americano ha una struttura piuttosto complessa, dovuta in parte alla forma federale dello stato e per capirlo è necessario conoscere l’Ordinamento e l’assetto politico del Paese.
Gli Stati Uniti d’America sono una Repubblica presidenziale federale composta da 50 Stati e da 1 distretto, il Distretto della Columbia. Washington è la capitale federale, in cui si svolgono funzioni pubbliche su due livelli, federale e statale. Le competenze delle funzioni federali e statali sono stabilite dalla Costituzione.
Il Presidente degli Stati Uniti non è solo il capo dello Stato, a livello federale esercita il Potere esecutivo, mentre il Potere legislativo è affidato alle due Camere del Congresso (Camera dei Rappresentanti e Senato).
I requisiti previsti dalla Costituzione per poter proporre la propria candidatura come Presidente sono tre: avere compiuto almeno 35 anni di età, essere cittadino americano per nascita, risiedere negli USA da almeno 14 anni.
Il diritto di voto spetta a tutti i cittadini che abbiano compiuto i 18 anni di età e che siano iscritti alle liste “elettorali”.
Il sistema elettorale è indiretto ovvero il Presidente non viene eletto dai cittadini ma da 538 “grandi elettori” riuniti a Washington. Il numero dei “grandi elettori” eletti su base statale, è pari alla somma dei deputati e dei senatori di ogni Stato. I cittadini esprimono la propria preferenza per un candidato, ma in realtà non viene eletta la persona singola ma il gruppo di “grandi elettori” ad essa associato. Per i voti popolari (voti dei cittadini) non viene fatto un conteggio generale, ma singolo, Stato per Stato, con un sistema maggioritario secco chiamato ‘winnertakes all‘.
Il candidato che ha più voti, anche solo uno in più rispetto agli altri contendenti, prende tutti i grandi elettori di quello Stato. Fanno eccezione lo Stato del Maine e del Nebraska, suddivisi in collegi elettorali con sistema proporzionale.
Il candidato che riesce a far eleggere almeno 270 “grandi elettori” va alla Casa Bianca. I “grandi elettori” in via teorica dovrebbero votare per il candidato a cui sono associati. Ogni Stato ha diritto ad avere due “grandi elettori” più altri, tanti quanti sono il numero dei deputati mandati alla Camera dei Rappresentanti. Il numero dei rappresentati della Camera dei Deputati varia a seconda della popolazione, più lo Stato è grande più ha rappresentanti.
Se nessun candidato alla carica di Presidente raggiunge il quorum, la decisione finale viene presa dalla Camera dei Rappresentanti, che sceglierà fra i primi tre candidati che hanno raggiunto il maggior numero di voti. Secondo questo sistema elettorale il candidato vincente potrebbe non essere il favorito dalla maggioranza degli elettori che ha espresso il voto.
Un caso di riferimento è avvenuto nelle elezioni del 2000. Al Gore, candidato democratico, ebbe mezzo milione di voti in più rispetto a George W. Bush (partito repubblicano), i voti del candidato repubblicano erano però distribuiti in maniera più omogenea nei vari Stati, di conseguenza il numero dei grandi elettori vinti dai democratici furono inferiori.

di Alvise Canniello

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